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Helena Janeczek vince il Premio Strega

Il romanzo “La ragazza con la Leica” della scrittrice tedesca si aggiudica il Premio Strega 2018

“Non voglio essere retorica, ma credo che l’amore possa vincere sull’odio. Siamo già una società mista. Dovremmo pensare che questo Paese, che ha saputo respingere invasori veri durante la Resistenza, non ha niente da perdere nella situazione di oggi. Anzi: questo Paese, l’Italia, ha molto da dare. E’ un paese generoso, che riconosce la bellezza. E io credo che, nonostante tutto, la bellezza possa avere la meglio”

Così conclude l’intervista a Repubblica Helena Janeczek, nata in Germania nel 1964, madre sopravvissuta ad Auschwitz e adottata dall’Italia fin dagli anni ’80. Una frase densa di significato e speranza detta da un’immigrata che si considera Italiana a tutti gli effetti che sembra commentare ciò che stiamo vivendo in questo periodo in Italia.

“La ragazza con la Leica” è il terzo romanzi della scrittrice, ispirato a Gerda Taro, la prima fotografa morta su un campo di battaglia nel giorno del suo ventisettesimo compleanno, e noi di ACS siamo contenti di questo premio, perché ritroviamo nei lavori di Helena lo spirito che ci ha spinto a organizzare #Raccontandoci, ovvero la necessità di recuperare e ricostruire la storia della collettività, che è formata dall’unione d tante storie personali. Helena Janeczek è sempre stata molto brava in questo, già con i suoi due romanzi precedenti “Lezioni di tenebra” (1997) e “Rondini di Montecassino” (2010), dove è riuscita a far emergere delle memorie personali (come lo sono quelle della madre nei giorni di Auschwitz) dalla storia collettiva dell’epoca.

In questo suo ultimo lavoro Helena riesce a dipingere un ritratto di Gerda Taro esclusivamente grazie alle forze di testimonianze raccolte su di essa, ricostruendo il clima in cui viveva, storie che si intrecciano, tensioni, relazioni, voglia di combattere con una Leica i regimi ultranazionalisti dell’Europa degli anni ’30, facendo avvertire al lettore anche l’intimità che Gerda condivideva con altri protagonisti del libro, specialmente con Endre Friedman, alias Robert Capa, compagno di Gerda in una relazione avventurosa.

Se non conoscevate questa autrice, di consigliamo di leggere uno dei suoi libri, potreste rimanervi imprigionati!

Ephraim Pepe

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