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Intervista al Prof. Giovanni Pelosini, scrittore e mente di Area23

Il Prof. Giovanni Pelosini, anche quest’anno condurrà la seconda serata per il festival #Raccontandoci: Area23

Prof. Pelosini, anche quest’anno alla conduzione di AREA23 del festival #Raccontandoci, fortemente voluto e sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Cecina; un palco che da ormai sette edizioni ci pone domande e fa riflettere. Una serie di incontri sempre di alto livello che portano il visitatore non solo ad ascoltare, ma anche a porsi delle domande e a spingersi all’approfondimento. Ci può fare un punto su questa esperienza?

Nel 2010 lanciai l’idea di invitare sul palco di Cecina autori esperti di materie non comuni, di argomenti non ordinari, di discipline di frontiera, di fenomeni non ancora spiegabili dalla scienza. Il successo di AREA23 non era scontato, perché si trattava di andare davvero contro corrente, anzi, addirittura contro due correnti contrapposte. Da una parte i salotti televisivi dei mass media ufficiali, da sempre schierati con una sorta di pensiero unico negazionista e positivista, teso a censurare, semplificare, rassicurare, eliminare ogni dubbio con la “fede” nella ragione e nella scienza. Dall’altra la crescente massa di persone sinceramente interessate agli argomenti, ma prive di strumenti e conoscenze per non essere facilmente influenzate da improbabili e superficiali teorie alternative, new age e complottiste. Le due parti inevitabilmente si scontrano senza alcuna possibilità di dialogo, con l’unico risultato di creare confusione e impedire a chiunque di formarsi un’opinione personale non pregiudiziale sugli argomenti più controversi. E sono proprio questi quelli meno conosciuti e meno compresi, più misteriosi, e forse proprio per questo più affascinanti. Quindi la sfida culturale era impegnativa. L’ho affrontata proponendo personaggi di grande cultura e notevole spessore, equidistanti dagli ormai insoddisfacenti paradigmi dominanti di stampo ottocentesco e dalla cialtroneria dilagante nell’epoca della post-verità. Fu una sorpresa anche per me, ma la formula di AREA23 ebbe un immediato successo e mi incoraggiò a continuare a invitare archeologi, ufologi, studiosi, storici, ricercatori eterodossi del calibro di Robert Bauval, Igor Sibaldi, Mauro Biglino, Roberto Pinotti, Gabriele Montera, Adriano Petta, Sandro Zicari, Maria Grazia Lopardi, Valentin Patrizia Elli, alchimisti come Giorgio Sangiorgio, astrologi e tarologi di fama nazionale come Lidia Fassio, Sandra Zagatti, Ernesto Fazioli, Morena Poltronieri, grandi comunicatori e filosofi come Ervin Laszlo, Gabriele LaPorta, fisici di profonda conoscenza come Massimo Teodorani, Vittorio Marchi, Giuliana Conforto.

AREA23 ormai è un brand: inizialmente aveva un altro nome, ma l’orario, le 23, e gli ambiti misteriosi che si andavano a indagare, hanno indotto presto lo staff a utilizzare un nomignolo che ricordasse la famosa “Area 51”, la riservatissima zona militare in Nevada sulla quale gli appassionati di misteri si interrogano da tanti anni.

Concludendo vorrei essere estremamente esplicito, AREA23 si rivolge a quel tipo di pubblico intelligente che non si accontenta di informazioni superficiali sugli argomenti più misteriosi né delle parziali opinioni televisive alla Piero Angela, un pubblico che non ama chi gli vorrebbe togliere ogni dubbio, ma piuttosto chi lo fa onestamente riflettere al fine di sviluppare un pensiero consapevole, un pubblico che si rende conto di come la realtà sia molto più complessa di quanto le nostre attuali conoscenze possano solo immaginare e desidera avere stimoli per approfondire.

Tre autori davvero molto interessanti quest’anno sotto tutti i punti di vista. Quali saranno le chiavi di lettura degli incontri che ci proporrà AREA23 e cosa dovrà aspettarsi il pubblico presente agli incontri?

Anche quest’anno, come sempre, AREA23 intende incuriosire il pubblico in modo intelligente, presentando personaggi di grande cultura, autori che non si sono mai fermati di fronte alle soluzioni semplici, ricercatori preparati e appassionati, talvolta addirittura geniali, che possano offrire punti di vista alternativi e originali attraverso i loro interessanti testi e con il racconto delle loro esperienze.

Paolo Quagliarella è uno studioso di astrologia molto noto in ambito umanistico e psicologico; con lui dopo circa tre secoli di assenza, finalmente l’astrologia è tornata a essere una materia di studio nelle università italiane. L’originalità del suo approccio si fonda sullo studio della mitologia e sulla psicologia junghiana, che può utilizzare l’astrologia come importante strumento diagnostico, speculativo e di approfondimento. Però Quagliarella, che è uno studioso serio, è tutt’altro che serioso: è intelligentemente spiritoso e capace di spiegare concetti anche difficili con leggerezza.

Gaspare Otto Melcher è un personaggio veramente unico: artista svizzero che lavora con antichi ideogrammi e glifi da quasi cinquant’anni. Le sue esperienze di vita e di ricerca in Egitto, sulle tracce dei misteri della geometria sacra, sono eccezionali. Ciò che intende raccontarci è il suo modo unico e straordinario di comprendere la misteriosa civiltà dell’antico Egitto.

Biagio Russo è da tanti anni un serio ricercatore del mistero che ha approfondito la civiltà dei Sumeri. Analizzando gli antichi testi, fondamento della nostra stessa cultura, ci porrà degli interrogativi inattesi: chi erano veramente gli Dei della mitologia sumera? Chi ha creato il genere umano e perché? Siamo esseri davvero liberi o siamo ancora schiavi di illusioni?

Lei è un grande studioso e un grande conoscitore di argomenti davvero molto importanti. Approfondire tematiche sia poco che molto conosciute, ma magari non studiate in tutti i loro ambiti e andando oltre gli orizzonti, aiuta sicuramente a venire a conoscenza di settori di studio fondamentali. Qual è il suo pensiero a riguardo?

Ci sono tematiche e argomenti fondamentali che per secoli non sono stati affrontati seriamente e con spirito libero da censure, pregiudizi e credenze. Lo scopo delle mie pluridecennali ricerche e dei miei libri divulgativi è quello di portare un po’ di luce in ambiti nei quali troppo a lungo la scarsa informazione, se non la disinformazione, hanno cercato di nascondere tutto sotto un velo di ignoranza. Per comprendere davvero chi siamo abbiamo bisogno di confrontarci con questi misteri con grande onestà intellettuale e spostare finalmente in avanti il confine fra il noto e l’ignoto anche in questi campi meno ordinari. Molti dei recenti risultati delle mie ricerche in campo ermetico, esoterico, simbologico, astrologico, tarologico e alchemico sono ormai pubblicati in molte lingue e in ogni continente; tengo seminari e partecipo a convegni nazionali e internazionali in Italia e all’estero. Ovunque vada trovo un pubblico sempre più numeroso e interessato ad approfondire questi argomenti: a Torino, a Mosca, a Tel Aviv, a Delhi, a Los Angeles… in ogni parte del mondo le persone hanno sete di conoscenza, vogliono conoscere, sapere, capire, allargare i propri orizzonti. A tutti mostro la strada che ho percorso, sulle tracce del primo e più grande mistero dell’umanità, la sua stessa esistenza.

ACS Art Center Staff

www.giovannipelosini.com

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