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La tavolozza cromatica di Fabio Leonardi

Il poliedrico artista livornese ci racconta il suo mondo in perpetuo movimento

Il libeccio nei capelli, sigaro in bocca e il fedele ‘Blu’ al guinzaglio, così possiamo incontrare Fabio Leonardi per le strade della sua amata Livorno. Pittore, scenografo, scultore ed illustratore, Leonardi è un artista sempre in costante creazione. Nato nel 1978, Il suo percorso artistico è iniziato nel 1994, in giovane età, dopo l’Accademia delle Belle Arti a Firenze e una formazione in discipline pittoriche. Da allora, non ha mai smesso di stupirci con le sue opere, uno stile personale ed unico ma sempre in movimento. Lavora in Francia nei teatri di Parigi per ritornare successivamente nella sua Toscana, dove collabora con il teatro Goldoni di Livorno e il Teatro Verdi a Pisa. Con l’esposizione ‘Rebus’ a Villa Trossi nel 2018, conferma il suo posto nel mondo dell’arte pittorica. Nel 2020, l’esposizione ‘Il mio mare’ presso la galleria Athena riaccende la voglia del colore, dopo i mesi bui trascorsi durante il periodo della pandemia. Leonardi si diverte molto con le illustrazioni dedicate ai libri per bambini e all’interno degli omaggi dedicati ai personaggi che lo ispirano. Professore d’arte, stimola i suoi giovani allievi creando murales e progetti vari con diverse scuole. Spesso lo ritroviamo in luoghi inconsueti: i manifesti realizzati per il festival Mascagni hanno di fatto invaso le strade della città durante l’estate 2022, mentre in novembre, ci ha trasportato nel mondo di Dante grazie a un grande lavoro d’illustrazione e ad una serie di conferenze incentrate sulla Divina Commedia.

Hai finito da poco la mostra incentrata sull’illustrazione della Divina Commedia di Dante. Il risultato è un grande successo. Puoi raccontarci da dove è nata l’idea iniziale elaborata insieme a Giorgio Mandalis e Giacomo Romano di associare testi, commenti e stampe?

Si è stato un vero e proprio successo non ancora esaurito perchè fa parte di un vero e proprio progetto in divenire dedicato alla commedia dantesca, voluto e ideato da Giacomo Romano, Direttore della Galleria Le Stanze di Livorno. Romano da sempre si occupa con grande passione allo studio e alla divulgazione della Divina Commedia con letture ed incontri nella sua galleria e non solo. Sono già un po’ di anni che collaboro con Le Stanze e l'amicizia con Romano ha creato fra noi una sinergia e un dibattito con quest'opera così importante, tanto che abbiamo sentito la necessità di darle una nuova visione attraverso il mio lavoro. 

 

Il progetto avrà un seguito con altri canti o altri classici della letteratura?

Sì, questo progetto non ha una vera e propria conclusione, assieme a Romano e al prof. Mandalis abbiamo in cantiere l'approfondimento di altri Canti. 

Sei un pittore e un professore d’arte. Cosa ti apporta a livello artistico l’insegnamento, e reciprocamente che messaggio vorresti lasciare ai tuoi allievi?

L'insegnamento è fondamentale nel mio lavoro d'artista e lo è ancor di più lo scambio che si crea con i ragazzi. La scuola è l'embrione della società e per un creativo è fondamentale immergersi in tutto questo mare di sfaccettature. I ragazzi sono straordinari, in loro vive quell'energia che muove tutto.

Pensi che un artista in Italia possa vivere grazie alla sua arte, e che consiglio puoi dare ai giovani artisti?

Purtroppo vivere d'arte in Italia non è assolutamente facile. Questo paese non ha mai tutelato a pieno tutti coloro che operano in ambito culturale. Credo sia necessario risensibilizzare tutti al bello e investire in cultura. Siamo un popolo che ha molti creativi di grande talento; purtroppo spesso questi artisti non hanno la possibilità di emergere proprio per una visione completamente sbagliata, una visione che colloca l'arte come un non-lavoro. Il consiglio che darei ai giovani è quello di non lasciarsi abbattere mai e credere profondamente nel proprio lavoro, che richiede molto sacrificio, solo così riusciranno a raccogliere dei frutti nonostante il periodo storico.

Il tuo stilo è unico, colori, grafica, movimenti, ci racconti come è nato il Fabio pittore?

Il mio stile è la somma di tanti interessi, amori coltivati da studente per molti artisti prevalentemente del novecento. Il mio lavoro è una serie di tasselli che si compongono, è una vera e propria somma dunque che continua ad aggiungersi di elementi.

Parliamo di colonna sonora, quale è la musica che hai in testa quando dipingi?

Anche su questo sono onnivoro, ascolto molta musica Jazz prevalentemente perché ne amo l'astrazione, guardo anche molti film, e sono un profondo appassionato di cinema.

Sappiamo che sei un stacanovista, quale sono i tuoi progetti futuri?

Beh è tutto un progetto continuo come nei miei dipinti, dove l'opera prosegue sulla cornice e quindi non ci sono conclusioni vere e proprie, ci sono molti progetti sia in ambito artistico che in ambito editoriale e la preparazione di una mia nuova personale.

 

Angélique Mori

Acs Art Center